Recensione psicodinamica del film Follemente secondo la metodologia PPI

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Ricci.¹

¹-IRPPI – Istituto Romano di Psicoterapia Psicodinamica Integrata

Il nuovo film di Paolo Genovese, Follemente (2025), si presenta come una commedia brillante che intreccia narrazione sentimentale e rappresentazione psicologica delle parti interne della personalità. Il ritmo vivace, l’interpretazione corale e la struttura narrativa originale creano un’esperienza cinematografica piacevole e, al tempo stesso, complessa. Attraverso le vicende dei protagonisti Piero (Edoardo Leo) e Lara (Pilar Fogliati), il film diventa un’occasione fertile per una lettura psicodinamica basata sul modello Psicoterapia Psicodinamica Integrata (PPI).

La trama: un primo appuntamento tra emozioni, inibizioni e “voci interiori”

Piero e Lara si incontrano per la prima volta a casa di lei dopo essersi conosciuti in un bar. Entrambi sono reduci da relazioni deludenti:

– Lara, restauratrice, ha appena chiuso una storia con un uomo sposato.
– Piero, cinquantenne e insegnante di liceo, è da poco divorziato e vive la genitorialità con un affido congiunto.
Fin da subito i due provano attrazione reciproca, ma appaiono trattenuti, impacciati, incapaci di esprimere liberamente interesse o desiderio. Ed è proprio negli spazi vuoti dell’imbarazzo che entrano in scena le parti della loro personalità, ciascuna incarnata da un attore: personificazioni delle loro spinte interne, conflitti, paure e desideri.

Le “voci interne” come parti del Sé

Il film mette in scena ciò che in psicodinamica viene descritto come parti del Sé (Bromberg, 2012): aspetti dissociati ma fisiologici, che coesistono in ognuno di noi e si attivano in funzione del contesto.
Nel modello PPI, queste parti dialogano — o entrano in conflitto — tra loro, influenzando la regolazione emotiva, l’attaccamento e i comportamenti relazionali. Ogni voce del film corrisponde simbolicamente a una funzione psichica:

Trilli (E. Fanelli): la parte impulsiva e leggera.
Scheggia (M.C. Giannetta): la ribellione reattiva, la modalità teleologica.
Alfa (C. Pandolfi): il Sé razionale e controllante.
Giulietta (V. Puccini): il Sé romantico idealizzato di Lara.
Il Professore (M. Giallini): la razionalizzazione difensiva di Piero.
Romeo (M. Lastrico): la spinta romantica di Piero.
Valium (R. Papaleo): il ritiro emotivo, l’ipo-attivazione difensiva.
Eros (C. Santamaria): pulsione sessuale e regolazione corporea.

Il risultato è un teatro interno che accompagna lo spettatore in una rappresentazione vivace delle dinamiche psicologiche del primo incontro.

Il modello PPI: attaccamento, mentalizzazione e regolazione emotiva

Nel loro primo appuntamento, Piero e Lara mostrano tratti coerenti con due differenti stili di
attaccamento:

• Piero: Tende al distacco, connotazioni evitanti, immagini interne più incoerenti e timore della vulnerabilità.
• Lara: Teme l’abbandono, mostra un attaccamento ansioso-ambivalente e una forte iperattivazione emotiva. Questi funzionamenti influenzano il loro modo di comunicare: esitazioni, malintesi, tentativi di compiacere l’altro o ritirarsi. Si tratta dei segnali di una scarsa coregolazione emotiva, che — come mostra Schore (2022) — dipende dalla qualità della mentalizzazione reciproca e dall’integrazione tra sistemi motivazionali.

L’intero film mette in scena le tre dimensioni del modello PPI:
– Protomentale (livello corporeo e affettivo primario)
– Pensiero inconscio (immagini interne e rappresentazioni)
– Pensiero verbale (dialogo e comportamento)

Il conflitto tra parti interne: rigidità, impulsività, romanticismo, evitamento

Il film mostra come i protagonisti oscillino tra stati del Sé diversi:

Valium – il ritiro evitante
Rappresenta l’ipo-arousal, la minimizzazione del coinvolgimento per proteggersi da potenziale
dolore.

Scheggia e Trilli – l’impulsività ansiosa
Spinte ad agire subito, a parlare senza filtro, a colmare il vuoto della relazione attraverso l’azione
anzichè l’elaborazione.

Il Professore e Alfa – controllo cognitivo, pseudo-mentalizzazione
Intellettualizzazione, rigidità, standard elevati: difese che riducono la spontaneità e soffocano la
connessione affettiva.

Giulietta e Romeo – idealizzazione romantica
Proiezioni positive, desiderio di un legame perfetto, rischio di disregolazione quando la realtà non
coincide con l’ideale.

Eros – la dimensione sensuale-sessuale
Attrazione fisica intensa, regolazione emotiva tramite il corpo; talvolta disgiunta dai bisogni affettivi.

La relazione come possibilità evolutiva: mentalizzazione, riparazione, integrazione

Il cuore psicodinamico del film risiede nella possibilità di crescita dei personaggi: il primo appuntamento diventa un laboratorio relazionale. Perchè la relazione funzioni, Piero e Lara devono:

– migliorare la funzione riflessiva,
– riconoscere le proprie parti interne,
– tollerare l’arousal fisiologico,
– integrare sistemi motivazionali in conflitto (attaccamento, sessualità, esplorazione, avversione),
– passare dalla rigidità alla flessibilità,
– trasformare immagini interne distorte in rappresentazioni più integrate.

La scena finale, in cui i due si lasciano andare a un’intimità sessuale più autentica, rappresenta simbolicamente il punto in cui attaccamento e desiderio riescono momentaneamente a integrarsi, dando vita a un Sé più vitale e completo.

Un film come metafora della complessità psichica

Follemente si presta non solo a una lettura cinematografica, ma soprattutto a un’interpretazione psicodinamica ricca e didattica. Attraverso la personificazione delle parti del Sé, Genovese mette in scena il modo in cui le persone vivono i primi incontri: tra paure, desideri, fantasie, modelli operativi interni e tentativi di regolazione affettiva. Il film diventa così un racconto clinico-popolare che illustra:

– la complessità delle relazioni umane,
– il ruolo dell’attaccamento,
– la necessità di mentalizzare Sé e l’altro,
– la possibilità di trasformazione tramite la connessione.

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