Presentazione dell’Istituto

PRESENTAZIONE

L’istituto Romano di psicoterapia psicodinamica integrata (IRPPI) si fonda su un modello di organizzazione mentale multivello (protomentale, pensiero inconscio e pensiero verbale, Lago 2006, 2016), nato dall’integrazione della tradizione psicodinamica evolutivo-relazionale (Bion, Fonagy, Kernberg, Mitchell) e le sempre più recenti scoperte delle neuroscienze affettive (Kandel, Damasio, Schore). La psicoterapia psicodinamica integrata (PPI) e’ un metodo di intervento multifasico (fase empatica, interpretativa, psicoedicativa) che si distingue per la costante attenzione alla costruzione e al mantenimento dell’alleanza terapeutica (sia negli aspetti verbali che non verbali), come maggiore fattore di cambiamento in psicoterapia (Safran e Muran, 2019; Horvath e Greenberg 1994) e il ricorso ad una tecnica flessibile, adattabile ad ogni singolo caso clinico (Lago et al. 2016; Lemma et al, 2012; Mucci, 2020).
In particolare, la PPI si inserisce nel solco delle psicoterapie evidance based ed e’ risultata particolarmente efficace in un ampio range di dimensioni psicopatologiche e psicotraumatologiche (quadri nevrotici, psicosomatici, gravi funzionamenti della personalità, nuove dipendenze) e tipologie di setting privati e comunitari SSN (individuale, coppia e famiglia).
L’IRPPI vanta una tradizione quasi ventennale di formazione alla psicoterapia, e più di cento professionisti, formati nella nostra scuola e perfettamente integrati nel mondo clinico pubblico e privato di tutto il territorio nazionale.

 

GLI INIZI (1998-2004)

L’istituto Romano di Psicoterapia Psicodinamica Integrata (IRPPI) nasce nel 2003 sulla scia delle brillanti intuizioni cliniche del dott. Giuseppe Lago, noto psichiatra nel panorama romano. Già negli anni ’90 del secolo scorso, il dott. Lago andava maturando, nella sua intensa attività di insegnamento presso numerose scuole di psicoterapia e clinica in strutture accreditate, una più aggiornata impostazione psicodinamica che teneva conto dei nuovi orientamenti neuroscientifici, e in particolare della posizione di Eric Kandel, il quale aveva esposto le linee guida di un indirizzo integrato in psicoanalisi già nel 1998-99.

 

Giuseppe Lago psichiatra

 

Nel 2002, il corpus di idee originarie prende vita con la pubblicazione Orientamenti Diagnostici in psichiatria e psicoterapia clinica, MaGi edizioni, Roma, un testo in cui, attraverso esempi tratti dal cinema, il dott. Lago presenta una nuova visione della psicopatologia basata in cui approccio fenomenologico s’intreccia ad una profonda comprensione psicodinamica, il tutto sotto l’egida delle evidenze neuroscientifiche.

 

 

Tale nuova impostazione integrata fra psicoterapia psicodinamica e neuroscienze fu sempre più largamente condivisa tra i clinici del territorio e dei servizi così da poter ambire a divenire nuovo indirizzo scientifico culturale riconosciuto dal MIUR. La Commissione tecnico-consuntiva per le psicoterapie del MIUR presieduta dall’allora presidente della Commissione prof. Leonardo Ancona, valutando il corpus teorico e le evidenze clinico scientifiche che mano mano si stavano accumulando, approvò la validità dello stesso progetto con decreto affiliativo del 26/07/2004. Il prof. Leonardo Ancona divenne in seguito amico ed estimatore di Giuseppe Lago, dal quale fu considerato un vero maestro e punto di riferimento culturale ed umano.

 

Leonardo Ancora

 

L’AFFERMAZIONE DEL METODO PPI (2005-2015)

Vasta è stata la produzione scientifica che si è succeduta dal 2003 al 2006 su note riviste nazionali, tra cui la prestigiosa Rivista Idee in Psichiatria, e culminata nella pubblicazione della prima monografia della scuola, a fondamento del nuovo indirizzo: Lago G. (2006) La Psicoterapia Psicodinamica Integrata: le basi e il metodo, Alpes Italia, Roma. In questa prima opera, ampliamento dettagliato dell’indirizzo scientifico culturale dell’IRPPI, sono racchiuse tutte le conoscenze e competenze tecnico-scientifiche che fondano la Psicoterapia Psicodinamica Integrata (PPI) e che hanno permesso alla Scuola fino ad oggi di diplomare più di cento allievi aspiranti psicoterapeuti provenienti da tutto il territorio nazionale. 

 

 

Qui di seguito, citiamo dei passi significativi tratti dall’introduzione del volume, in modo da rendere più chiara la mission scientifica e culturale dell’IRPPI:

Oggi, le neuroscienze ci aiutano ad uscire da una confusione, non certo voluta, ma tributaria della vaghezza da cui si è sviluppato il concetto di Psicoterapia. Oggi, occorre ridefinire ciò che intendiamo per cura della mente, affinché si risolva il dualismo psicofisico che ci condiziona nel momento in cui andiamo a occuparci di qualcosa che produce fenomeni, ma non si coglie nel suo insieme, se non producendo una forzatura che riduce di volta in volta questo quid a una materia esclusivamente biologica o a una materia esclusivamente psicologica. Psicoterapia Psicodinamica Integrata (PPI) è la ridefinizione che proponiamo, la quale tiene conto di un indirizzo preciso in cui ritroviamo le nostre radici, il campo psicoanalitico, benché non più condizionato dal modello pulsionale freudiano, ma ispirato a un modello relazionale che, tralasciando la metapsicologia, si riconnette alla dinamica intersoggettiva valorizzata dalla splendida intuizione di Bernheim. La scelta di campo di privilegiare il metodo scientifico, anziché la teoria di un maestro in particolare, apre così le porte alla possibilità che il metodo della PPI venga spiegato e appreso, per essere riprodotto, non certo in termini di appiattimento tecnico, né tanto meno in termini di vangelo ideologico da diffondere. L’apprendimento di un metodo è fondamentale per distinguerlo da concezioni fideistiche cui si può solo aderire in modo pedissequo, sottoponendosi ad una iniziazione che passa attraverso la comune accettazione dell’autorevolezza di un capo carismatico. La PPI nasce come metodo da apprendere, quindi, e da applicare dopo un congruo periodo di formazione. Il background è ampio e composito, e va sempre più arricchendosi di nuove conoscenze, dalle quali potrebbero scaturire modalità di intervento variegate e adattate al contesto scientifico culturale ma anche al contesto sociale che ci circonda.

La Psicoterapia torna a casa, quindi. La Psicoterapia come PPI esce, a nostro avviso, dagli antri oscuri dei templi della cultura o dai coni d’ombra di confortevoli studi appartati del primo Novecento, per reclamare il suo posto nella formazione personale, nelle conoscenze cliniche e nell’armamentario terapeutico che ciascuno psichiatra e ciascuno psicologo clinico dovrebbero possedere prima dell’incontro con il paziente. La casa della Psicoterapia non si può trovare né in ambito esclusivamente biologico né in ambito esclusivamente psicologico. Occorre pensare a un ponte o a un ampio collegamento che risolva un dualismo che ha sempre danneggiato lo studio dell’organismo umano. La casa della Psicoterapia si costituisce tutte le volte che il dualismo mente-corpo si risolve in un’attività funzionale unica, che deriva da due realtà che sembrano scindibili ma si integrano nel funzionamento reciproco, fino al punto di costituire una cosa sola, come accade per il campo visivo: unico, ampio, esteso e nitido risultato della funzione dei due occhi. [Lago G. (2006) Introduzione a La Psicoterapia Psicodinamica Integrata: le basi e il metodo, Alpes Italia, Roma.]

 

Nel 2009, il dott. Lago fonda Mente e Cura, rivista scientifica e organo ufficiale dell’IRPPI, oggi per intero scaricabile online (www.menteecura.it) assieme al direttore scientifico dott. Giuseppe Tropeano e il direttore responsabile Riccardo De Santis. Già dall’editoriale numero O (2009) scritto dal dott. Giuseppe Lago si può intravedere il manifesto di una psicoterapia aperta al dialogo con l’ambizioso obiettivo di integrare altri approcci e metodologie, e non essere l’ennesimo arroccamento intellettualistico a favore di qualche nicchia di potere:  

 

 

Come direttore dell’IRPPI (Istituto Romano di Psicoterapia Psicodinamica Integrata), ho l’onore e il piacere di contribuire all’uscita di “Mente e Cura”, una rivista che non vuole riflettere solo il punto di vista di una Scuola di Psicoterapia tra le tante del panorama italiano, autorizzate dallo Stato a formare nuovi psicoterapeuti. Il punto di vista dell’IRPPI potrebbe essere invece solo il punto di partenza per mettere a confronto altri punti di vista, con l’ambizioso proposito di integrare, ovvero fare scaturire dalla discussione convergenze e interessi comuni, nell’intento di indirizzare verso la via finale della cura le riflessioni articolate che la rivista proporrà al suo interno.

E nello stesso editoriale, si sancisce un binomio essenziale tra studio della mente e finalità stessa della psicoterapia:

Ciò che ci spinge ad approfondire e fare ricerca sulla mente è, infatti, direttamente connesso all’intenzione e alla volontà di curare. Nelle premesse dell’IRPPI c’è, appunto, la motivazione fondamentale di tutte le scienze terapeutiche, caratterizzate dal fatto che non si può approfondire una conoscenza senza prospettare al contempo una terapia. 

E da ciò si comprendono i riferimenti ispiratori del pensiero PPI in linea con tale impostazione. Pierre Janet (1859-1947) innanzitutto, strenuo difensore di una psicoterapia clinica e di una visione medico-psicologica che offre un modello alla psicoterapia integrata, applicabile allo stesso modo da medici e da psicologi; Wilfred Bion (1897-1979), insigne psichiatra, nato psicoterapeuta di gruppo e solo in seguito diventato psicoanalista e grande innovatore e precursore delle scoperte neuroscientifiche attuali; Peter Fonagy psicologo clinico e psicoanalista all’University College London (UCL), attuale responsabile del Centro Anna Freud di Londra, ricercatore e maestro di splendide sintesi metodologiche, alla luce delle scoperte della psicologia scientifica e delle neuroscienze sociali. 

 

GLI ANNI DEL CONSOLIDAMENTO DELLA PPI (2016-2019)

Nel 2016, si è provveduto ad aggiornare il corpus teorico e metodologico della PPI attraverso la pubblicazione del nuovo volume, a cura di G. Lago (2016) Compendio di Psicoterapia. Franco Angeli, Milano, con la collaborazione di numerosi docenti interni all’istituto tra i quali la dottoressa Valentina Battisti, il dott. Stefano Martellotti, il dott. Riccardo Caporale, la dott.ssa Elvira Chiaia.

 

Copertina compendio di psicoterapia di Giuseppe Lago

 

Nel compendio vi è esplicitato lo sforzo nell’esporre l’essenziale di una professione che ancora tenta di affrancarsi dal terreno instabile dell’autoreferenzialità, e cerca sempre più di collocarsi in quello dell’evidenza scientifica. Dunque, si delinea la possibilità di distinguere la psicoterapia da ciò che non è tale, a partire dal tentativo di Freud di ridurre al minimo la valenza del carisma suggestivo nel setting, e attraverso delle accurate metanalisi provenienti dalla ricerca in psicoterapia, si sottolinea la prevalenza di alcuni fattori comuni, trasversali ai principali trattamenti psicologici. 

Si descrivono accuratamente tutte le procedure, le strategie e le tecniche che caratterizzano la psicoterapia PPI, diversificate per fasi e per tipologie di pazienti e loro funzionamenti mentali. 

Importante è la presentazione di un impianto neuroscientifico aggiornato in grado di sostenere le basi psicodinamiche nella PPI, attraverso l’approfondimento dei più recenti studi e ricerche di studiosi quali Gerard Edelman, Antonio Damasio, Joseph LeDoux, Alan Schore, Giacomo Rizzolatti e Vittorio Gallese. 

 

IL CAMBIO DI GOVERNANCE E LA PPI VERSO UNA PSICOTERAPIA SENZA AGGETTIVI (2019-ad oggi)

Nel 2019 la dott.ssa Valentina Battisti e il dott. Riccardo Caporale, rispettivamente come direttore e vicedirettore, rilevano l’eredità scientifica e culturale della PPI nel rispetto delle basi e del metodo originario ma continuando nel progetto di integrazione. Il dott. Giuseppe Lago rimane nel comitato scientifico nel sostenere tutti assieme la mission dell’Istituto. 

Sulla scia dell’obiettivo di una psicoterapia senza aggettivi, viene istituita una partnership con la dott.ssa Alessandra Lemma, stretta collaboratrice di P. Fonagy e M. Target, fondatrice della Psicoterapia Dinamica Interpersonale Breve (DIT), da cui prende vita nello stesso anno il primo corso di formazione specialistica per l’acquisizione del metodo.

 

Copertina libro Terapia dinamica interpersonale breve di Alessandra Lemma, Mary Target, Peter Fornagy

Copertina libro Terapia dinamica interpersonale breve di Alessandra Lemma, Mary Target, Peter Fornagy

 

Al contempo, si sancisce una collaborazione con LRpsicologia, istituto di formazione, clinica e ricerca, provider del Ministero della Salute, realtà da circa più di un decennio attiva su tutto il territorio nazionale, soprattutto nella formazione in psicodiagnostica clinica attraverso l’utilizzo di test e tecniche proiettive aventi come oggetto lo studio e la valutazione della personalità normale e dei suoi relativi disturbi.

 

logo LR psicologia

 

Nel 2020, il cambio di governance dà ulteriore propulsione alla riformulazione del piano formativo della scuola potenziando sempre più le ore di analisi didattica personale dell’allievo, l’approfondimento dei principali strumenti di valutazione nella diagnosi e nell’andamento delle psicoterapie, l’integrazione di strategie e tecniche mutuate sia da psicoterapie dinamiche manualizzate quali la TFP di Kernberg et al. (1999), la MBT di Fonagy (2003) e la DIT di Lemma (2011), che da quelle di derivazione sistemico-relazionale e cognitivo-comportamentale di terza generazione. 

Infine, l’attenzione al protomentale ei livelli non simbolici del funzionamento psichico sta spingendo la PPI ad integrare sempre più il substrato neurobiologico nel processo di cura attraverso lo studio e l’applicazione dei principi della psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI).

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